Così ha scritto una donna.
Bellissima ragazza nulla da dire, particolare e burrosa al punto giusto.
Quando dico burrosa intendo quelle ragazze che hanno un po' d'adipe saggiamente distribuito, lontano dall'essere fastidioso o paragonabile ad una Venere preistorica.
Io devo sopprimere la rabbia, penso che sia giusto farlo soprattutto quando questo ti porta ad un impatto con la deontologia sociale del "quieto vivere". Rispetto queste regole, per adesso non mi pesano...domani sarò più leggero.
Ma è proprio quando capisco che sto sopprimendo un istinto espressivo che rifletto.
Riflettere secondo me è l'espressione massima del disagio, la riflessione nasce dall'inadeguatezza del contenuto (sia essa oggettiva o percepita come tale...interpretata), come l'occhio è l'unico punto di accesso esterno al nostro sistema nervoso (se metto la luce nella pupilla vedo la retina) così la riflessione è un ponte esclusivo con la morte. Chi pensa ammette una sua esauribilità nel tempo.
Chi non riflette non ha disagio, non ha dubbi, non vuole sparire.
Così però si nega l'esistenza... Questa ragazza non vuole sparire, non ha dubbi, ma forse sente un disagio in un possibile "rifuto di consensi" e concentra tutta la sua energia vitale nei genitali.
Non può esprimersi nè riflettere perchè la parola, l'immagine, il concetto non si ribellano nella sua mente poichè semplicemente non vi albergano. Lei è solo donna e usa i suoi strumenti: la vagina ed i seni.
In questo trovo la genialità della natura: Darwinismo e istinto di sopravvivenza.
Associare la forza dell'essere umano a trionfalismi fallici, alla pulsione, al riflesso, all'odore è anacronistico. Queste cose fanno parte della semplice struttura dell'uomo, mentre è proprio la destrutturazione, l'estrapolazione del singolo elemento ed il suo riutilizzo che possono fare di un inetto rifiutato un inetto integrato.
Ecco che lei usa la vagina, che non dovrebbe avere significato se separata dal resto del corpo e dell'essere. La usa su "messenger" perchè non può avere rapporti di esclusività. La usa toccando un tema nazional-popolare come le elezioni politiche...e così riesce ad identificarsi, integrando la frase ad una sua foto seminuda, non argomentando, usando frasi trionfalistiche e molte emoticons.
In un attimo quella che è una nullità si piega su un piano rigido, si abbassa gli slip e comincia a farsi possedere da tergo da un orda impazzita di maschi, presenti con il fallo ma assenti con la mente. In un istante lei ha fatto capire: quale è il suo orientamento politico, il suo stato d'animo, il rapporto tra i due e il fatto che ora è pronta per un nuovo consenso avendo arricchito il suo misero Ego di un contenuto aggiuntivo (o di quello che lei percepisce come tale). "Non giudicatemi...amatemi e riempite il mio ventre della vostra approvazione, ne ho bisogno, è l'unico modo per potermi esprimere." Dopo ci incontreremo tutti all'aperitivo e lì torneremo uguali di fronte alla morte.
Riflettere, flirtare e fottere sono tre sfaccettature di una stessa realtà... quando senti che non puoi farcela.
Bellissima ragazza nulla da dire, particolare e burrosa al punto giusto.
Quando dico burrosa intendo quelle ragazze che hanno un po' d'adipe saggiamente distribuito, lontano dall'essere fastidioso o paragonabile ad una Venere preistorica.
Io devo sopprimere la rabbia, penso che sia giusto farlo soprattutto quando questo ti porta ad un impatto con la deontologia sociale del "quieto vivere". Rispetto queste regole, per adesso non mi pesano...domani sarò più leggero.
Ma è proprio quando capisco che sto sopprimendo un istinto espressivo che rifletto.
Riflettere secondo me è l'espressione massima del disagio, la riflessione nasce dall'inadeguatezza del contenuto (sia essa oggettiva o percepita come tale...interpretata), come l'occhio è l'unico punto di accesso esterno al nostro sistema nervoso (se metto la luce nella pupilla vedo la retina) così la riflessione è un ponte esclusivo con la morte. Chi pensa ammette una sua esauribilità nel tempo.
Chi non riflette non ha disagio, non ha dubbi, non vuole sparire.
Così però si nega l'esistenza... Questa ragazza non vuole sparire, non ha dubbi, ma forse sente un disagio in un possibile "rifuto di consensi" e concentra tutta la sua energia vitale nei genitali.
Non può esprimersi nè riflettere perchè la parola, l'immagine, il concetto non si ribellano nella sua mente poichè semplicemente non vi albergano. Lei è solo donna e usa i suoi strumenti: la vagina ed i seni.
In questo trovo la genialità della natura: Darwinismo e istinto di sopravvivenza.
Associare la forza dell'essere umano a trionfalismi fallici, alla pulsione, al riflesso, all'odore è anacronistico. Queste cose fanno parte della semplice struttura dell'uomo, mentre è proprio la destrutturazione, l'estrapolazione del singolo elemento ed il suo riutilizzo che possono fare di un inetto rifiutato un inetto integrato.
Ecco che lei usa la vagina, che non dovrebbe avere significato se separata dal resto del corpo e dell'essere. La usa su "messenger" perchè non può avere rapporti di esclusività. La usa toccando un tema nazional-popolare come le elezioni politiche...e così riesce ad identificarsi, integrando la frase ad una sua foto seminuda, non argomentando, usando frasi trionfalistiche e molte emoticons.
In un attimo quella che è una nullità si piega su un piano rigido, si abbassa gli slip e comincia a farsi possedere da tergo da un orda impazzita di maschi, presenti con il fallo ma assenti con la mente. In un istante lei ha fatto capire: quale è il suo orientamento politico, il suo stato d'animo, il rapporto tra i due e il fatto che ora è pronta per un nuovo consenso avendo arricchito il suo misero Ego di un contenuto aggiuntivo (o di quello che lei percepisce come tale). "Non giudicatemi...amatemi e riempite il mio ventre della vostra approvazione, ne ho bisogno, è l'unico modo per potermi esprimere." Dopo ci incontreremo tutti all'aperitivo e lì torneremo uguali di fronte alla morte.
Riflettere, flirtare e fottere sono tre sfaccettature di una stessa realtà... quando senti che non puoi farcela.
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